I crimini dell’influencer

C’è un tema assai popolare che ciclicamente ritorna in cima alla mia timeline e in testa a tutti i miei social feed. Quello dell’influencer marketing o, come amano definirlo tutti, quello delle blogger marchettare.

La polemica è talmente vecchia che inizia a generare sonnolenza, ma ogni volta che qualcuno la tira fuori dalla naftalina, tra uno sbadiglio e l’altro, mi fermo a ragionare un secondo sul mio modo di comunicare e su quello delle altre blogger.

Non so se abbiate mai cliccato sulla mia pagina About me, e non sto qui a fornirvene ora il bignami. Come premessa a questo post, vi basterà sapere che, prima di creare Mammamatta, mi occupavo di comunicazione pubblicitaria.

Sono laureata in Relazioni Pubbliche e Pubblicità e ho lavorato per 13 anni nelle agenzie di comunicazione. Di fatto, non ho mai smesso. Ho semplicemente iniziato a farlo per me. In un modo o nell’altro, il mio mestiere è sempre stato questo.

La comunicazione mi appassiona da sempre. Mi incuriosisce studiarne il fenomeno ad ogni livello. Per deformazione, per diletto e per lavoro, trascorro molto tempo ragionando sui suoi meccanismi. Potrei discutere a lungo sulle sfumature di un banale scambio di messaggi su whatsapp. Di ciò che accade sui social media, potrei scrivere interi trattati.

Osservo, leggo e studio queste dinamiche continuamente, da anni. Le riflessioni che seguono sono frutto di un lungo periodo di incubazione e di svariati cambi di prospettiva. Posso dire di essere contemporaneamente un utente social, un’esperta di comunicazione e una blogger.

Il ciclo di vita della blogger (o dell’instagrammer) è sempre lo stesso. Ad un certo punto, la curva di crescita dei follower, dei like e del tasso di interazione attira l’attenzione di potenziali aziende inserzioniste. E induce inesorabilmente alla perdizione. Sfocia nel peccato. Prima o poi, tutte commettono qualche crimine.

I crimini dell’influencer si consumano lentamente. In condizioni normali (leggi: se l’aspirante influencer non si compra pacchetti di enne follower al mese), serve qualche anno per raggiungere un numero di seguaci che sia di interesse per le aziende. In questo periodo, condividendo riflessioni, spunti, idee e consigli in modo libero e spontaneo, si costruisce un rapporto di fiducia e di scambio reciproco con i follower.

A proposito di fiducia e di acquistare follower, giorni fa ho lasciato un commento sotto un profilo che, nel giro di qualche settimana, è passato da 3000 a 10000 follower. Ha indetto persino un giveaway per festeggiare. Pensava che nessuno se ne accorgesse. Ho scritto “Ops, che crescita sospetta…” e sono stata bannata istantaneamente. Volevo soltanto dire a questa persona che dubito che qualcuno acquisterà i prodotti del suo shop dall’Arabia Saudita.

Il primo crimine dell’influencer: il tradimento

“Il post sponsorizzato, tu quoque!”

“Mi piaceva leggere il tuo blog e seguirti su Instagram. Poi i tuoi contenuti sono diventati tutti pubblicitari.”

“Un’altra marchetta! Che delusione! Basta, smetto di seguirti.”

Scommetto che, mentre guardate un film che vi sta appassionando, ogni volta che compare una lattina di Coca Cola, spegnete la tv e vi alzate dal divano indignati.

“Breavehart mi stava piacendo tantissimo. Ma Mel Gibson che fa la marchetta alla maschera L’Oréal nella scena della battaglia proprio non lo posso accettare!”

Un esempio forzato seguito da una cazzata? Certo che sì. Il punto è che non esiste più nulla sulla faccia della terra che non sia sponsorizzato: mezzi di comunicazione, di trasporto, strade, edifici, film, libri, opere d’arte. Quest’ultima si mormora fosse sponsorizzata dai tempi di Mecenate.

Noi stessi ce ne andiamo in giro come the walking sponsor of qualsiasi qualcosa. In un futuro non molto lontano, i tag dei vari brand ci compariranno direttamente sulla testa mentre giriamo per strada. Non sto scherzando.

I blog non sono testate giornalistiche, né libri. Per chi li legge, sono gratis.  

Ma scrivere su un blog, condividendo le suddette riflessioni, i famosi spunti, le idee e i consigli richiede tempo. Se il tempo è denaro, completate da soli il sillogismo.

Gli americani dicono deal with it. Fatevene una ragione. La pubblicità è dappertutto, ma ciò che conta davvero è la consapevolezza. E qui veniamo al secondo crimine.

Il secondo crimine dell’influencer: l’occultamento

Non dichiarare una collaborazione non è ancora illegale, ma è sicuramente disonesto. Inserire un tag casuale, enunciando il potere magico del detergente che laverebbe persino le macchie dalle mani insanguinate di MacBeth, è una vera offesa all’intelligenza dei follower. I follower sono stupidi? No.

Se sei consapevole dell’inganno, quel post ti darà solo fastidio. Quindi non ti influenzerà. Peggio per l’azienda che ha investito su una blogger disonesta. Peggio per la blogger che perderà credibilità. Meglio per te che puoi scegliere chi seguire.

Io cerco di dichiararlo più esplicitamente che posso. Lo scrivo nel titolo, lo scrivo nel post, lo chiarisco su instagram (in collaborazione con), lo suggerisco con gli hashtag e c’è proprio una categoria dedicata sul blog.

Scrivo post ispirati da un brand? Sì. Racconto altro per arrivare a? Sì. Ma non c’è trucco e non c’è inganno. Non è un raggiro. Chiamatelo copywriting, oppure storytelling. E’ il mio mestiere da sempre.

I follower non sono stupidi e hanno lo scettro del potere.

Ho un’altra domanda. Questa è un po‘ polemica.
Se un influencer vi infastidisce così tanto, perché continuate a seguirlo?

Siete sicuri di voler leggere dei contenuti di qualità? O vi basta il copia e incolla di una cartella stampa?
Fitto è il mistero della costante e rapida crescita dei profili che propongono soprattutto contenuti sponsorizzati, vuoti e scialbi. Poi ci sono colleghe blogger che scrivono benissimo, di indiscutibile integrità e correttezza, ferme sempre agli stessi numeri.

Quando apprezzate un contenuto NON sponsorizzato, lo fate sapere a chi l’ha scritto?
“Interessante”. Dodici lettere e 4 secondi del vostro tempo. Con “Bello!” si fa anche prima.

Lasciate commenti ai post che vi piacciono? Li condividete?
Visualizzare è una cosa, mettere un like è un’altra, condividere è oro. Follower fantasma, se ci siete, battete un colpo.

Ringraziate chi seguite per le risorse che hanno condiviso gratuitamente con voi?
I miei free printables sono stati scaricati migliaia di volte. Andate a contare i grazie sotto i post.

Quando un post vi infastidisce, lo scrivete nei commenti al diretto interessato, oppure correte sul vostro account personale a lanciare frecciatine sperando che arrivino a destinazione?

Pensateci, avete davvero il potere di indirizzare i blogger verso i contenuti che vi interessano di più. Semplicemente, interagendo direttamente con loro, nel bene e nel male. Con quali altri media potete farlo davvero?

Vi piace? Supportatelo. Non vi piace? Non fatelo.

Qui dovrei aprire un’altra gigantesca parentesi sulle nostre abitudini di consumo. Per oggi, passo. Dico solo che, per un piccolo brand come Mammamatta, per decine di altri piccoli artigiani e commercianti che conosco, per tutte le piccole imprese, il supporto di una community fa la differenza fra il successo, la sopravvivenza o l’estinzione.

Il terzo crimine dell’influencer: il martellamento

20 blogger escono in contemporanea con lo stesso prodotto, nello stesso giorno, nello stesso modo, con lo stesso codice sconto.

Lo so, vi aiuto io a dire che palle. Ma vale il discorso di cui sopra: se vedete 20 noiosissime blogger che escono insieme con la stessa campagna, vuol dire che le seguite TUTTE.

Diciamolo, non è colpa delle blogger se le aziende attivano le campagne con questa modalità, che è deleteria per chiunque. Annoia il lettore, fa perdere credibilità ai blogger, può generare avversione verso il brand. Personalmente, chiedo sempre quante e quali altre blogger lavoreranno allo stesso progetto. Ma non sempre posso saperlo in anticipo. Ho rifiutato tantissime collaborazioni “di massa”.

Se le aziende continuano a lavorare in questo modo, è perché in molti casi funziona. I codici sconto non mentono: sono strumenti di misurazione dei risultati per ciascuna blogger e per la campagna nel suo complesso. Volete far cessare tutto questo? Smettete di usarli.

L’ultimo crimine dell’influencer è il più grave di tutti: il fancazzismo

“Scrivere su un blog non è un lavoro”

Un lavoro è quando qualcuno ti paga per fare qualcosa che genera un valore e che non sa o non può fare da solo. Quindi il blogger, di fatto, è un mestiere.

Pinterest non si crea dal nulla. Dietro c’è il lavoro di migliaia di blogger di tutto il mondo. Se tutte smettessero di cazzeggiare, le idee dovreste iniziare a condividerle voi.

Un lato positivo però ci sarebbe: le feste di compleanno tornerebbero ad essere semplici riunioni di bambini che mangiano torte brutte.

Prodotti che io ho comprato perché ne ha parlato un influencer 
Scarpe, vestiti, ricette, oggetti d’arredo…quanto tempo avete? Vi dico solo l’ultimo: il booster alla vitamina C di Diego dalla Palma. Dopo averne sentito parlare fino alla nausea, l’ho preso. Pensate un po’, è buono davvero.

Prodotti di cui ho parlato tantissimo senza essere pagata per farlo
L’anno scorso ho condiviso la felice scoperta del siero antietà Omia. Non potevo credere che un prodotto così economico, così buono (e bio) fosse anche così valido. L’ho detto a chiunque. Lo hanno acquistato mamma, sorelle, padre, marito, amiche, amiche delle amiche. E quando ne ho parlato su Snapchat, si è generata un’onda anomala di passaparola di cui l’azienda ancora ignora le proporzioni.
Ma anche la centrifuga Philips. Il mio tapis roulant. La scrivania che ho acquistato su Buru Buru, i seggioloni Stokke. Il Doona.

Prodotti di cui mi sono innamorata perdutamente grazie ad una collaborazione
Il Nosiboo. Ho girato il video senza che mi fosse richiesto per farvi vedere quanto fosse valido. Mi hanno pagata DOPO, perché il video era fatto molto bene. Non so se lo sapete, ma sono la proud mum della testimonial di un aspiracaccole negli USA. Poi c’è il termometro Oblumi, mai più senza. Il mio materassino Pranamat, amore al primo tocco. La linea Babykel per Bibi: uso solo quella. Non è un caso se tutte le persone che hanno acquistato questi prodotti mi hanno scritto per ringraziarmi del consiglio.

Prodotti di cui ho smesso di parlare, non perché non siano buoni, ma solo perché ne parlano tutti
I biberon Twistshake Baby. Li amo. Ho usato il mio stesso codice sconto per acquistarli in tutti i colori. Ma se ve ne mostrassi un altro, mi mandereste a quel paese.

Prodotti di cui non parlerei mai
Tutti quelli che non comprerei mai.

Ora, se siete arrivati fino in fondo a questo lunghissimo post, avete la possibilità di commentarlo, condividerlo, o cancellarlo dalla vostra memoria a breve termine.

Io vorrei sapere cosa ne pensate. Vorrei saperlo sempre.

have fun.

70 comments

  1. Grande Ornella! Questo post dovrebbe divenare un manifesto!!
    Sei una grande, come sempre! Sei tra le blogger/influencer/artigiane che stimo di piu’! Ben fatto e detto!
    Buona giornata
    Arianna

    1. E niente…rapita da questo articolo..condivido appieno la tua riflessione e apprezzo l’onestà che sempre usi in ogni post/instagram/snap. Sarò antica ma credo che l’onestà e sincerità paghi sul lungo periodo (follower tarocchi lasciamoli agli altri pseudo influencer).alcuni prodotti ci hanno proprio portato alla nausea,magari son anche buoni ma è il marketing sbagliato.la pubblicità serve per far conoscere il prodotto ma in alcuni casi ottengono l’effetto contrario.molti si improvvisano blogger, alcune ne hanno le capacità anche senza averne le conoscenze basilari,altre sono preparare e competenti(come te) e altre ?grazie per questo post,anzi per il tuo lavoro e di condividere le tue opinioni,nuove scoperte e collaborazioni(perchè sappiamo che da parte tua c’è sempre una scelta ponderata). Insomma..più sbarabolle per tutti ?

  2. Sono entrata a far parte del mondo del blog solo da pochi mesi ma sto cercando di accrescere il mio spazio con serietà e passione. Il tuo articolo è sincero, non posso non essere d’accordo. Premesso che la pubblicità sta ovunque siamo abbastanza intelligenti per capire chi prende un giro i suoi lettori e chi invece nonostante la collaborazione rimane intellettualmente onesto. Basta scegliere chi seguire e chi no, senza demonizzare tutti a prescindere per un post in collaborazione. Ammiro la trasformazione del tuo lavoro su te stessa.. Ben detto su tutto!

  3. Le blogger che parlano in massa dello stesso prodotto? Non ne posso piú!
    Se sono brave le seguo, e concedo loro un’altra chance.
    Quando, poi, mi accorgo (e me ne accorgo quasi sempre, ho l’occhio allenato) di una collaborazione non dichiarata, volano i defollow.
    Mi piace la chiarezza, in tutto.
    E l’onestà intellettuale.
    Se a ciò si abbina anche la conoscenza di qualche nuovo -valido- prodotto, why not?
    Quanto alla questione pagamento, ritengo sia giusto pagare chi, a richiesta del brand, crea un contenuto per raccontare un prodotto/luogo/esperienza.
    Al lettore la scelta di fidarsi o meno.

    Ho cercato di essere sintetica.
    E spero di essere stata chiara.

    Buona giornata, Marghe.

  4. Ti ho giá detto una volta che sei la influencer del mio cuore. Mi hai detto che non ti piace la parola influencer. Nemmeno a me. Ma tu sei davvero la influencer del mio cuore. Ti leggo con attenzione, apprezzo la scelta delle parole che usi, adoro i colori di cui ti circondi. Mi fido. Si, non ti conosco personalmente, ma mi fido di te. Mi sono lasciata influenzare da te per alcuni acquisti. Prima una tua stampa, poi il siero Omia, le foto su lalalab… E anche le tue playlist. Non tutte mi piacciono, ma le ascolto volentieri. Come fai con un’amica che a volte ti racconta cose che ti stufano e vorresti spegnerla, ma le vuoi bene e continui ad ascoltarla. Ecco, insomma, sei un’amica che dà anche consigli. E per le volte che non te l’ho detto grazie per il tuo lavoro e le tue condivisioni che mi ispirano SEMPRE! Buona domenica Ornella.

  5. Ciao Ornella! Vuoi sapere cosa ne penso? Sei sempre così maledettamente intelligente, acuta e opportuna. BRAVA!
    È così semplice comprendere che il potere è in mano delle follower, che davvero siamo noi a tenere in piedi la baracca, ma è altrettanto semplice il meccanismo di iniziare a seguire qualcuno e poi rendersi conto che non ci piacciono i contenuti (e intanto siamo sbombardati di pubblicità…)
    La facilità con la quale in ogni social possiamo diventare “seguaci di qualcuno” (ah che brutta espressione) dovrebbe farci svegliare.. è la stessa con la quale possiamo scegliere di smettere di farlo!
    Katya.

  6. Credo di aver già parlato con te della questione, forse su Snapchat!
    Io amo l’originalità ma non disdegno la pubblicità, fatta bene, e credo che il tuo blog e la tua presenza online sia il perfetto incastro di queste due cose.
    Anche perché, diciamocelo, arrivate a questa dentistà di vita del giorno d’oggi,non abbiamo nemmeno tempo di vedere troppo la TV o leggere riviste, quindi ben venga trovare qualcuno che ha provato i prodotti prima di noi e ce ne parla con sincerità.
    Nel tempo ho smesso di seguire tante blogger perché era sempre “tutto bellissimo, tutto buonissimo, tutto fantastico” ma per me tutto… Talmente finto!
    Ci sono però ormai delle certezze tra le blogger che seguo, ormai da anni, tra cui Mammamatta ed altri blog che ritengo gestiti con una “intelligenza pubblicitaria” se così si può chiamare, poiché ricchi di vita vera e quindi credibilità. Blog dove la sponsorizzazione è sempre dichiarata, ma non solo, anche corredata da racconti ed esperienze di vissuto, dove il post non è una trascrizione del comunicato stampa ma una propria interpretazione del prodotto di cui si parla.
    Le influencer che mi piacciono mi danno l’idea che parlerebbero di quel prodotto anche se non fosse sponsorizzato e soprattutto spesso parlano di prodotti che gli piacciono anche se non sono pagate ma… Sorpresa delle sorprese, dicono anche quali sono le cose che non gli piacciono, incredibile!!!!
    Io dal mio piccolissimo, sul mio blog sconosciuto alle masse, cerco di seguire queste basi, di replicare le cose come vorrei mi fossero proposte. Proponendo le poche collaborazioni in modo esplicito e e sincero, parlandone con la stessa sincerità con cui ne parlerei alle amiche davanti a un caffè.
    Sempre un piacere leggerti e commentarti

    1. Stefy grazie. Ci vorrebbero più blog piccolissimi e sconosciuti alle masse come il tuo, sai?
      Che poi non è vero. Su snapchat sei una delle più interessanti da ascoltare 🙂

  7. Hai una penna davvero invidiabile,complimenti! Il tuo post è davvero onesto, ironico ed intelligente e ti seguo con piacere per questo. Gli sponsor ormai sono ovunque ma noi follower siamo in grado di capire chi è intellettualmente corretto e onesto e chi pubblicizzando qualcosa si rende solo ridicolo… ad ogni modo: buona domenica!:-)

  8. Te lo meriti un mio commento, non perché sia chissachi ma perché mi hai stanato! Sono una delle tue follower fantasma e dopo sto post pieno di sincerità ti meriti che si esca allo scoperto per dirti grazie! 😉

  9. Confessa che l’hai scritto apposta per fornirmi qualcosa da far leggere a mio marito dopo l’ascesa discussione sull’argomento di qualche settimana fa 😉
    Lui ha visto il servizio su Report e si è formato, in pochi secondi, l’opinione che i blogger/influencer siano esseri umani sostanzialmente inutili e disonesti(sic). Comunque condivido assolutamente, brava, come sempre! 🙂

    1. Beh nella mia scala dell’utilità universale gli influencer non sono proprio ai primi posti eh, se ne potrebbe tranquillamente fare a meno 😛
      Sull’onestà, hai letto come la penso. Spero di riuscire a salvarmi sempre 🙂
      Un abbraccio Jen,
      grazie.

  10. Hai centrato il punto! È per questo che ti seguo da tanto. Diretta, onesta, mai finta. È così che mi piace. Ormai sono 4 anni su ig!e da qualche mese ho rinnovato il blog dedicandomici a tempo pieno! Vedo gente partire pochi mesi o addirittura settimane superarmi o doppiarmi con i follower, ma come dici tu l’arabo non lo mastico tanto, quindi va comunque bene cosi. Voglio continuare a essere me stessa, scrivere quando me la sento, collaborare con i brand che mi piacciono, e magari se mi piace partecipare a qualche campagna del momento! La cosa che amo di tutto questo mondo virtuale è la libertà e ora anche l’indipendenza. Un abbraccio

  11. Grazie. Ti ho scovata per merito di Justine di lefunkymamas, ti ho letta con interesse e sono arrivata in fondo nonostante le continue richieste di attenzioni da parte di mia figlia 🙂 Tema appassionante, approfondirò. Buon pomeriggio.

    1. Ciao Anna, sono una grandissima fan del lavoro di Ju. Quando nel post parlo di colleghe molto brave, mi riferisco anche a lei sicuramente.
      Grazie per essere arrivata in fondo a questo percorso di guerra 😀

  12. Non solo bello. Troppo bello.
    Leggo giusto i post sponsorizzati di un paio di blog. Uno é il tuo.
    A proposito di ig. Io sono già felice di due, tre tuoi mi piace a due, tre foto mie. a posto. ☺

  13. A me “le marchette” non fanno urlare a nessun crimine, anzi la stima che in questi anni é maturata nei confronti tuoi e di altre blogger mi porta spesso a seguire o comunque verificare i vostri consigli. Sinceramente vedere 5/6 pubblicizzare lo stesso prodotto mi fa sorridere e pensare: il marchio poteva gestire le uscite un po’ più dilazionate. Non sempre condivido i pensieri di tutte ma é la forza di quello che siamo che vince, marchetta sì o marchetta no, e anche sui blog una persona che non é se stessa non regge a lungo.
    Sono colpevole nel non commentare i post, pur sapendo l’importanza di un commento o di una condivisione…ma recupererò nel futuro!

    1. Ciao Marta! Sono perfettamente d’accordo su tutto. Vorrei credere anch’io che, alla lunga, fingere non paghi. In realtà vedo che i profili più edulcorati e patinati in fondo sono sempre i preferiti. Vogliamo fuggire dalla normalità. Cerchiamo una perfezione che non abbiamo. Io stessa devo continuamente ricordare a chi mi commenta “Ma come fai a far tutto?”, che in verità, non ci riesco 🙂

  14. Cosa ne penso? Tutto quello che hai scritto mi ha fatto riflettere e considerare la questione da un altro punto vista, tanto che ho letto il post stamattina e ho sentito la necessità di rileggerlo di nuovo ora. Complimenti! Ti ammiro e ti seguo da diversi anni, questo tuo post non ha fatto altro che confermare la mia opinione. Se Ornella scrive o posta una cosa, dietro c’è un ragionamento, un pensiero, non viene mai fatto solo ed esclusivamente per guadagnare followers, o soldi, o sponsor. E il tutto acquista molto più valore. Grazie!

  15. Sono anche io una tua follower “fantasma” ….. ti seguo sempre con molto interesse e ti stimo davvero tanto come persona, anche se commento davvero poco. D’accordissimo con te con quando hai scritto …. mi sono proprio di recente ritrovata a non trovare più molto interesse a seguire alcune blogger ….. tutta quella pubblicità “nascosta ” (si fa per dire nascosta) e’ davvero fastidiosa, nonché noiosa. Continua così, un abbraccio.

    1. Grazie Milena 🙂
      Capisco che non a tutte piaccia interagire. Io stessa mi rendo conto che spesso leggo articoli interessantissimi senza lasciare commenti. Spesso penso che il mio contributo alla discussione sia superfluo perché magari il mio pensiero è già stato espresso da altri, oppure in fondo è banale.
      Per chi scrive invece, è molto importante avere un riscontro. Se ti va, ogni tanto scrivimi ancora, mi fa sempre piacere 🙂
      Un abbraccio e grazie.

  16. Grande, ora no che dormono tutti, forse, sono presi con la Ferragni. Domani lo condivido. Meraviglioso post, quella di Pinterest poi la copio e incollo (con citazione) perché davvero è come quando da grafica come sono mi sento rispondere “si guarda quella cosa l’ho già fatta, l’ho copiata da Pinterest, quindi tu non mi servi”.

    1. Ciao Elena, sì ho scelto un giorno infelice per questo post, ma l’ho scritto tutto d’un fiato e volevo condividerlo subito 🙂
      Hai toccato un altro tema a me carissimo, sul quale scriverò sicuramente un altro articolo!

  17. Una sola parola: STREPITOSA!
    Scrivi in modo acuto, intelligente e mai offensivo.
    E poi come me, due maschi e poi la principessa…. come non seguirti ed amarti per la tua ironia!

  18. Mi piace come lavori, ciò che hai scritto è sacrosanto, sempre più spesso decido di smettere di seguire, vuoi che i contenuti sono sempre gli stessi, sempre lo stesso tipo di foto e migliaia di follower mi lasciano perplessa, forse anche noi lettori dovremmo diventare più consapevoli

    1. Grazie Ludovica. Sì, la consapevolezza è proprio il punto centrale del mio discorso. Dovremmo iniziare ad essere meno passivo-aggressivi e sfruttare al meglio il potere che oggi ci offrono i social. Perché se è vero che le aziende e gli influencer possono costruire dei veri e propri imperi grazie alla visibilità che i social offrono loro, è anche vero che mai come in quest’epoca abbiamo la possibilità di interagire in modo reale e diretto con loro. Possiamo far sapere cosa non ci piace, possiamo boicottare ciò che non condividiamo, possiamo fare domande, possiamo chiedere risposte, possiamo anche solo ignorare.

  19. Ciao Ornella,
    non ti nego che ho pensato (questo è in generale) : “Ma queste verranno poi pagate per la pubblicità fatta al passeggino, piuttosto che al latte, o piuttosto che al ciuccio…” oppure ma queste “Come fanno ad essere sempre impeccabili anche quando non dormono, o hanno le pesti in giro per casa (casa mia è una bomba!!)
    Tu sei come sempre sincera e reale (come la vicina di casa che avrei sempre voluto…) , e ci hai spiegato i tuoi motivi, e per chi come me, non è molto informata e sul come funziona…Grazie ancora una volta.
    E forse, anche noi, da “amici virtuali” dovremmo fare una scelta mirata e occurata, e vagliare chi seguire…
    Continua a cosi…<3

  20. Che dire, oltre, dopo averti letta tutta d’un fiato, se non che non è facile lavorare in un campo minato, come il vostro, in cui, parole, foto, fatti e vita personale (pure quella!?) sono sotto l’occhio del ciclone?!
    Ma come tu ben sai e sai ben fare, Tutto ciò fa parte dei “rischi del mestiere” e sono proprio quei dettagli che fanno la differenza tra una blogger professionista (come te), sincera e trasparente e una marchettara ( specie mi auguro in via di estinzione e categoria che personalmente non seguo, anzi che evito).
    Perchè quello che i followers cercano è una persona con cui creare un legame di scambio, fiducia, condivisione, pensieri e suggerimenti. Io seguo un blog solo se ritrovo in chi scrive qualcosa di me, nella vita, nelle passioni, nelle abitudini.

    Continua così Ornella, sei una forza!

    1. Condividere qualsiasi cosa, che sia un pensiero, una foto o un prodotto che mi piace mi crea sempre lo stesso imbarazzo. Ogni giorno, non importa quanti follower io abbia.
      Vuol dire esporsi, un pezzetto alla volta, al giudizio altrui. Mi impone di pesare le parole sempre, di riflettere tanto, di autoanalizzarmi continuamente.
      Forse in fondo, è proprio per questo esercizio continuo di ricerca che mi piace così tanto.
      Ecco, questo pensiero mi è uscito così bene che adesso lo condivido. Grazie Elena.

      1. Si “vede” che il tuo è un pensiero maturato, perchè l’hai non solo ben digerito e assimilato completamente, ma anche perchè gli hai dato il colore che volevi, l’hai personalizzato e adattato al tuo essere “mamma matta”, così unconcentional e controcorrente. Per questo così speciale.

  21. Cara Ornella,
    Altra follower fantasma presente 🙂 stai riuscendo a stanarci tutte con bravura e perseveranza. Ti ammiro davvero tanto per le tue capacità, ma soprattutto, come ti scrissi tempo fa su snapchat, per la tua grande onestà intellettuale. Complimenti davvero. Un abbraccio

    1. Cara Carla, continuo a spronarvi ad interagire perché sono davvero interessata ad avere i vostri feedback, a conoscervi e anche a capire perché mi seguite 😛
      Grazie di esserti fatta stanare ancora 🙂
      Un abbraccio a te.

  22. Per commentare dovrei farmi degli appunti perché avrei troppe cose da dire. Dirò invece solo che:
    Il primo e unico(per ora)codice sconto che io abbia mai usato… lo hai dato tu.
    Che i prodotti omia già li conoscevo se no avrei iniziato ad usarli .
    Che il doona lo prenderò se avrò la fortuna di rimanere ancora incinta.
    Detto questo mi pare superfluo dire che quello che stai facendo… mi pare tu lo stia facendo benino ecco. ?

  23. Ciao Ornella,

    come sai nasco anch’io come communication designer (anche se più orientata alla parte esecutiva che non strategica come la tua); ho approcciato instagram prima come utente, poi grazie al percorso che ho seguito, anche come “blogger” (ad oggi non mi sento assolutamente un’influencer). Ho avuto la fortuna di seguire il master con Chiara Maci questo scorso weekend ed è venuto fuori molto di quello che racconti qui.

    Cerco di andare per ordine ma i punti sono tanti quindi scusa se mischio un po’ le carte.

    Quella di spiattellare in faccia il prodotto è una richiesta tipicamente italiana; le aziende hanno paura che se non si vede la marca il prodotto non verrà percepito; ma la controtendenza sta già arrivando, specie dall’America, perchè è dimostrato che l’utente è saturo; e tanto più gli sbatti in faccia la marca, più non la guarderà e andrà oltre.
    In quel caso, se la collaborazione è con una azienda che vuole determinate linee guida, dovranno essere bravi i blogger a “incorniciare” la marca in modo tale che non risulti fastidiosa. Inoltre, è ormai confermato e risaputo, lo sai perchè è successo anche a te, che gli utenti che vogliono sapere dove hai preso quella maglia o comprato quella lampada, te lo chiederanno a prescindere che tu tagghi o meno il prodotto; anzi; molto probabile che gli utenti guardino proprio dove noi non li avevamo indirizzati.

    IL MARTELLAMENTO avviene perchè per i brand è molto più comodo lanciare “a pioggia” un prodotto, sicuri che tanto da qualche parte coglieranno, che non fare un’accurata e MIRATA SELEZIONE dei blogger che potrebbero essere di loro interesse; costa più fatica, è ovvio, perchè vuol dire che tu quel blogger/instagramer/influencer devi averlo conosciuto bene, devi esserci entrato in contatto e CAPITO.
    Ho ricevuto la settimana scorsa una mail che mi ha riempito di orgoglio; alla mia domanda: “quanti blogger sono coinvolti?” – cosa che chiedo spesso – mi hanno risposto “SOLO TU, perchè il tuo stile ci piace e vogliamo puntare su di te”. Il valore, a parer mio, è incredibile.
    perchè non solo il brand apprezza quello che faccio, ma sa che chi mi segue avrà piacere a godere di quel contenuto che gli proporrò, nel mio stile, con i miei mezzi.

    Al workshop con Chiara Maci abbiamo parlato di una cosa importantissima: la strategia a LUNGO TERMINE.
    Vale sia per il blogger che per l’agenzia ovviamente. Se si punta ad avere risultati nell’immediato, si sceglierà la strada più facile, meno strutturata e poco qualitativa che c’è; se ci si vuole costruire una credibilità, se si vuole dare del VALORE alla propria comunicazione, i risultati arriveranno col tempo, perchè c’è bisogno di CAPIRE cos’è che funziona, per quel segmento di mercato in quel determinato momento storico, per quel prodotto, in quel contesto. le variabili sono “N”.

    Molte blogger sono diventate ormai cartelloni pubblicitari.
    Piazzano ovunque prodotti anche non in linea con le loro scelte editoriali.
    Le persone lo sanno, lo capiscono. e lì la poca interazione, pochissimi like, zero commenti (e una brutta figura).

    Mi permetto di aprire una veloce parentesi sul tema “numeri”: non a tutte le aziende interessano; il “segreto” per chi vuole riuscire o emergere, non è comprarsi follower per raggiungere migliaia di follower (a prescindere dal fatto che sarebbe sbagliato comunque); la cosa importante è trovarsi un argomento di cui parlare in cui ci si sente a proprio agio, puntare alla nicchia, più che al generico e ovviamente avere contenuti di qualità ma il più possibile specifici; esempio: se sono una blogger che parla di cosmesi e sono specializzata nel “tema spirulina” perchè (improvviso) la mia famiglia la produce da anni e quindi io so tutto di quell’alga, dalla coltivazione alla lavorazione, è molto più probabile che un’azienda di beauty venga da me, anche se ho solo 100 follower che non da una blogger generica che ne ha 50mila; perchè sa per certo che quei 100 che mi seguono sono assolutamente interessati al tema spirulina.

    IL DISCORSO COMMUNITY è molto delicato; ma per me semplicissima: la gente segue chi gli piace.
    Ricordi quando ci dicevamo “io non ho bisogno di chiedere ai follower di attivare le notifiche; non ho bisogno di sapere quando pubblica tizio, perchè tanto la prima cosa che farò la mattina aprendo instagram sarà andare a cercarlo per vedere se ha pubblicato!”.
    La provocazione ai tuoi follower “fantasma” mi è piaciuta, molte sono venute fuori – obiettivo raggiunto!-.
    Ma se questi non interagiscono come ci aspettiamo, forse dovremmo chiederci di più il perchè (fermo restando che non tutti i post possono essere di interesse comune o richiedere delle interazioni, ovvio); ma più che tirargli fuori delle risposte con le tenaglie come hai fatto in questo post -un po’ per provocazione, l’ho capito- dovremmo indagare meglio cos’è che potremmo fare per invogliare alla risposta.
    Ad ogni modo si capisce che il post è una diretta conseguenza di qualcosa che hai visto che ti ha infastidito.
    La tua (s)fortuna è proprio che, essendo nata nel mondo della comunicazione, alcune dinamiche le conosci alla perfezione, ti saltano subito all’occhio e sai benissimo come andranno ancora prima che portino dei risultati.

    Avrei ancora molto altro da dire, e mi sono dilungata già troppo, ma me lo tengo per il post che pubblicherò sul mio blog che spero vorrai venire a leggere quando uscirà 😉 intanto brava perché, come sempre, centri il punto del caso.

    1. Marika hai toccato tantissimi punti che per ragioni di spazio (e di focus) ho scelto di omettere dal post, sono consapevole di tutto ciò che hai scritto e lo vedo tutti i giorni.
      Il mio è un post da “addetta ai lavori” ma rivolto a chi mi legge e in qualche modo “subisce” queste dinamiche, più che a chi decide di utilizzarle per lavorare. Non nasce da qualcosa che ha infastidito me ma proprio per rispondere a ciò che sembra continuamente infastidire chi ci segue. Il malessere è palpabile, la consapevolezza sta crescendo e sentivo il bisogno di condividere il mio punto di vista.
      Personalmente, ho un tasso elevatissimo di interazioni one-to-one. Passo tantissimo tempo a parlare con chi mi scrive privatamente, soprattutto perché ormai si è costruita una relazione consolidata nel tempo. Posso dire di conoscere i nomi e le storie di tantissime persone che mi seguono. Proprio perché parlo molto con loro, so anche che l’assenza di interazione pubblica a volte è dovuta a una sorta di riservatezza, discrezione e anche rispetto, che chi è abituato a condividere così tanto forse fatica a comprendere.
      Le persone mi scrivono per chiedermi consigli su tante cose. Io parlo con loro. Questa per me è community reale. E non si può ridurre ad un tasso di interazione su un media kit. Questo è il MIO modo di utilizzare il mio spazio e i miei canali, basato sulla mia esperienza. Non ci sono corsi che te lo insegnano.
      Concludo dicendo che monetizzare il blog è un’esigenza, ma non un obiettivo finale per me 🙂

  24. Ornella condivido…..critichiamo le blogger e le tacciamo di fancazzismo. Ma poi le seguiamo sempre. Libertà di pensiero prima di tutto. E di seguire o non seguire più ovviamente.
    Brava! ?

  25. Mi occupo di comunicazione anche io… E sono d’accordo con te, può sembrare banale da dire ma l’onestà paga SEMPRE…in tutte le relazioni, che siano reali o filtrate da un dispositivo e da un social. Chiarire i propri intenti e i propri obiettivi mette a proprio agio le persone (e i follower)… Per il resto scrivi veramente benissimo.

  26. Cara Ornella, grazie per aver condiviso con e per tutte noi questa riflessione con tanta intelligenza e ironia! Non se ne può più dei profili copia e incolla e della falsità di certe persone.. Sai qual è uno dei crimini peggiori? Sentirsi in colpa per dare importanza ad un social network. Ho fatto il tuo stesso percorso di studi ma il lavoro mi ha portato su un binario diverso, Instagram e profili come il tuo e quelli di altri ragazze VERE mi hanno restituito voglia di parlare, raccontare, osservare, voglia di esserci. Per tutto questo, posso dire solo grazie ♥️

  27. Ciao Ornella.
    Ho avuto finalmente il tempo di leggere tutto fino alla fine.
    Io sono la classica mamma che si fa influenzare tantissimo per acquisti & co da delle geniette(e non voglio offendere..lo penso davvero..siete speciali e apprezzo la vostra passione/lavoro) ma sono anche la classica stronza che mette mi piace tutti insieme perchè si mette li quando ha tempo e si aggiorna su nuovi post e sempre stronza sono perché ringrazio una volta si e dieci no.
    Avendomi aperto gli occhi su questa cosa, che può sembrare una banalità ma non lo è, starò più attenta nel ringraziarvi.
    Aprire un blog è per me un sogno.. che magari un giorno realizzerò.. ma essendo consapevole del lavoro che c’è dietro non l’ho mai fatto.

    GRAZIE
    cecilia

  28. A me piace essere “influenzata” soprattutto nel campo beauty e baby ma ammetto di avere una dote di discernimento piuttosto alta!per fortuna riesco a comprendere quando la mia blogger del cuore cede a post posticci su prodotti che hanno fatto venire la nausea e perdono anche!poi da lì a rifarlo altre 20 volte è chiaro che questo genera un addio!anche io non comprendo come mai si trovino tanti commenti dei famose heaters…lo fanno di mestiere?che senso ha lasciare commenti brutti senza un fine?defollowa e via!credo che basti poco cervello e poca attenzione per capire dove sta davvero la marchetta,dove c’è un po’ di intelligenza e dove forse c’è stato solo un piccolo errore da parte della blogger di riferimento.vero è che in pochi fanno tendenza e tutti gli altri fanno massa!credo anche che prendere posizione sia un rischio calcolato ma questo post mi è piaciuto e anche se non ho mai commentato mi sono ritrovata a dire la mia!grazie e continua così!

  29. Ornella mitica! Hai dato voce al pensiero di molte di noi come sempre con l’aggiunta delle tue conoscenze e del tuo stile inconfondibile! Mentre leggevo la mia mente applaudiva fino ad arrivare alla standing ovation per “le feste di compleanno tornerebbero ad essere semplici riunioni di bambini che mangiano torte brutte.”…ti ho amata!!
    Bacioni!
    Serena

  30. Ciao!Fantasmina a rapporto!;)
    Influenzi più tu con la tua naturalezza, semplicità ma di certo professionalità (che si vede…..ah!se si vede!!!), che 10 blogger “massificate”.
    Sono mamma anche io di 2 bimbi, libera professionista anche io e concordo sempre su tutto quello che dici e come lo dici!
    Grazie! Sei un fantastica risorsa quotidiana!
    Nat

  31. Ciao! Avevo visto il tuo post già domenica ma ho avuto modo di leggerlo solo ora.
    Sebbene sia su IG da poco, ho già notato le dinamiche di cui parli e mi hanno giá stufato!
    Dal mio punto di vista, Mammamatta è veramente un’altra cosa rispetto al piattume che c’è in giro. Si vede che non sei un’improvvisatrice! Ora vado a leggere la sez. ABOUT YOU! Mi hai incuriosita! E mi piacerebbe approfittare delle spedizioni gratuite di questa settimana. spero che Cecilia e lo studio mi mollino un attimo!
    Un abbraccio! Sempre in gamba!

  32. Brava Ornella,mi piace questo articolo in cui fai chiarezza..io personamente ti seguo perché secondo me sei davvero originale,mi piace il tuo modo di essere mamma e di fare pubblicità perché si capisce chiaramente che se parli di un prodotto è perché è figo davvero!infatti ho scoperto un sacco di prodotti che ho consigliato a tutte le mamme che conosco?E poi sei genuina ,schietta..Grande Ornella continua così perché sei davvero super⚡️

  33. Condivido il tuo punto di vista anche se, da lettrice, vedo che la comunicazione non è mestiere per tutti, e tanti, troppi, si improvvisano. Non tutti offrono la qualità che offri tu, ma per fortuna siamo noi “users” ad avere potere di scelta, forse è il caso di cominciare ad usarlo! Sulla questione pagamento, mi sembra ovvio e scontato che se mi proponi di lavorare per te, il mio lavoro deve essere ricompensato! E se fare la blogger può essere un lavoro inusuale, è comunque un lavoro! L’importante è farlo da vere professioniste!

  34. Eccomi, altra follower che non commenta quasi mai, a volte perchè il mio commento mi sembra inutile/già scritto da altri o per riservatezza.
    Condivido molto di quello che hai scritto, hai espresso un pensiero diffuso e lo hai fatto benissimo. L’onestà è secondo me l’unica cosa che ripaga anche se più lentamente di altre “tecniche”. Noi lettori non siamo stupidi, ma spesso ci troviamo appunto martellati da tutti questi messaggi e ci dimentichiamo che possiamo scegliere di non subirli, ma di utilizzare il nostro “potere” per dare valore a chi lo merita.
    Quello che mi piace di te è che hai un cervello e non hai paura di usarlo! E sproni chi ti segue a fare lo stesso. 😉

  35. Avevo notato questo post già qualche giorno fa e subito ho pensato “lo devo leggere assolutamente!” poi presa da mille cose da fare lo avevo rimosso. Oggi ricapitavo sul tuo profilo Ig e mi è tornato in mente che avevo ancora questo post da leggere. Allora mi sono messa comoda sul letto e mi sono presa del tempo per leggere (e già che c’ero mi son letta pure tutti i commenti per curiosità). E, devo dire, è stato tempo assolutamente ben speso. La genialità che hai nel dire la tua è veramente sorprendente..hai un bel pensiero e sai come esporlo in maniera comunicativa ed empatica (se si inizia a leggerti non si può non proseguire fino all’ultima parola). E questo potrebbe sembrare banale ma non è da tutti, non lo è proprio per niente.
    Inutile dirti che condivido ogni singola parola, ma questo tema delle “follower fantasma” mi ha fatto riflettere tantissimo.. Mi ci ritrovo moltissimo e da entrambe le parti, quella di utente e quella di chi un profilo Instagram aziendale lo gestisce, da sola, e cerca di farlo giorno dopo giorno sempre meglio seppur poi tanto semplice non sia. E allora mi sono domandata anche io, perché tanto spesso mi prendo del tempo per leggere contenuti anche molto interessanti e così poco spesso me ne prendo altrettanto nel commentare? Da follower mi sono risposta che spesso, come dici anche tu, non commento pensando che il mio commento non sia indispensabile, non aggiunga nulla di nuovo. Nei panni opposti invece ci penso su e mi rendo conto di quanto questo in realtà sia un po’ stupido da pensare.
    Grazie per questo post in quanto preziosa opportunità di riflessione e confronto.
    Un abbraccio e visto che ci siamo, buona festa della mamma ?❤

  36. Sei una dele poche blogger, influencer…..o come cavolo sì chiamano che seguo con interesse, proprio perche tu sei interessante e non mi è mai capitato di trovarti noiosa o di considerare te o un tuo post una marchetta. Si è vero sono poco “reattiva” e so personalmenre quanto sia sbagliato. Ma ti leggo, ti ascolto, ti guardo mentre lavoro e difficilmente mi soffermo a dirti quello che penso. Grazie per la tua onestà…..sempre! Da ora in poi mi impegnerò anch’io a dire più spesso quello che penso…..con tutti!

  37. Riflessioni sempre molto interessanti le tue e che spiegano sempre bene un mondo a me ancora poco conosciuto.Brava.
    Guia?

  38. Ci sono arrivata solo oggi, e mi chiedo dove sono stata fino ad ora. Vorrei farti una standing ovation, un applauso lungo un quarto d’ora… ma non te ne accorgeresti. E quindi, come ben suggerisci, ti lascio un commento ringraziandoti (dovrebbero farlo tutti, sempre) e condivido il tuo post perchè tutti dovrebbero leggerlo, TUTTI!

Mi interessa sapere cosa ne pensi!