Mums gonna make. Un nuovo progetto

La mia estate è trascorsa fra riflessioni, bilanci e ricerca di nuovi stimoli. Settembre è arrivato colmo di entusiasmo e di voglia di fare, ed è tempo che vi presenti alcune novità. Ma vi dispiace se facciamo prima un passo indietro? Perché è proprio così che è nato un progetto nuovo: voltandomi a guardare tutto quello che ho costruito in questi anni.

DOVE TUTTO E’ INIZIATO

Nel 2013, ho creato Mammamatta partendo da zero.
Zero followers, niente finanziamenti, nessun socio, un investimento iniziale minimo. Le mie risorse erano le idee, l’entusiasmo, le competenze sviluppate in 13 anni di lavoro in marketing e comunicazione.

Nel mio bagaglio, c’era anche qualche anno di esperienza da freelance. All’epoca, questo mi servì da incoraggiamento. Mi dava sicurezza e, nella mia felice ingenuità, credevo fosse sufficiente per capire come si nuota in acque più profonde, da soli.

Mi sbagliavo. Tra libero professionista e piccolo imprenditore c’è una differenza abissale.

Le competenze che avevo erano tante e tutte utili, ma non erano sufficienti per gestire l’intera catena di Mammamatta.
Così ne ho sviluppate di nuove.

Ho studiato, ho provato, ho commesso errori, ho messo in pratica gli insegnamenti.
Tutto cambia velocemente, soprattutto nel mondo digitale, perciò ho studiato ancora. Non ho mai smesso.

Ho scommesso sui miei punti di forza e lavorato duramente su quelli deboli. Ho goduto nel fare quello che più mi piaceva, ma ho anche sofferto per tutte le rotture di coglioni indispensabili di cui non vorrei mai (pre)occuparmi.

Ho imparato che un’idea buona non è detto che funzioni. Di sicuro, non funzionerà come abbiamo progettato noi.

Ho pianto per gli insuccessi che non mi aspettavo.

Mi sono arrabbiata per le innumerevoli volte che mi hanno copiato una maglietta.

Ho gioito per soddisfazioni alle quali non avevo neppure ambito.

LA COLLABORAZIONE CON PIETRO BRUNELLI

Sapevate che, un anno fa, Pietro Brunelli Milano ha scelto Mammamatta per completare la sua collezione?

(Le t-shirt Mammamatta in vetrina nella boutique Pietro Brunelli a Milano)

Non solo. Ho tradotto le mie grafiche in inglese per produrre insieme una linea che sta facendo il giro del mondo. Oggi si possono acquistare da Harrod’s a Londra, a Mosca, a Dubai.

Immaginate la mia espressione quando a giugno le ho trovate alle Galeries La Fayette a Parigi? 

(Reparto maternity di Galeries La Fayette, Parigi)

Queste t-shirt non sono mai state lanciate su Mammamatta.it, ma le trovate su Zalando.

LA FORZA DEL RACCONTO

Ho utilizzato il blog e i miei canali social per raccontare il mio progetto, ma soprattutto me stessa.

Parlare di chi sono è sempre stata la naturale premessa per presentare quello che faccio, perché Mammamatta è nata durante la mia gravidanza, e dalla maternità e dalla mia vita quotidiana di mamma ha tratto continua ispirazione.

Il mio modo di essere qui è sempre stato legato alla condivisione di istantanee e di istanti, di riflessioni e di momenti autentici. Immagini e parole si fondono in un racconto, e la somma di queste due cose deve essere per forza un segno positivo.

In questi quattro anni, chi mi segue è cresciuto con me. Ha avuto il primo figlio e, in qualche caso, anche il secondo e il terzo. Ha indossato le mie magliette, ha ascoltato le mie storie, ha letto i libri di cui ho parlato, ha scaricato le mie grafiche, ha riso delle mie disavventure e delle proprie, insieme a me. Sempre insieme, abbiamo parlato di allattamento, di notti insonni, di inserimento al nido, di svezzamento, di spannolinamento, di conquiste e di altre notti insonni, di aggeggi e prodotti vari.

Ho parlato sempre e solo di maternità? No.

 

Grazie al tool della piattaforma Buzzoole posso mostrarvi la ripartizione dei topic trattati sui miei canali e la loro percentuale di influenza.

Proprio perché fra la mia vita di mamma e il mio lavoro esistono un legame profondo ed un confine sottile, nei miei feed si alternano riflessioni sulla crescita dei figli, spunti creativi, aneddoti sulla vita da mumpreneur e ragionamenti sulla comunicazione.

Così è successa una cosa strana.
Avete iniziato a chiedermi consigli sul mio lavoro.

Come si inizia una piccola attività? Devo registrare il marchio? Come tutelo le mie creazioni? Puoi aiutarmi a farmi conoscere? Di cosa dovrei parlare sui miei canali? Come si fa ad aumentare il numero di follower? Come miglioro la mia gallery su instagram? 

Sono le domande più comuni che mi sono state rivolte e alle quali ho sempre risposto con grande disponibilità, nei limiti del tempo che avevo a disposizione e dei canali di comunicazione assolutamente inadatti allo scopo.

NON ERA ABBASTANZA.

Perché ho visto progetti fantastici che non riescono a decollare.

Perché avere una grande idea non è sufficiente, se non la sai raccontare.

Perché avere un buon prodotto non basta, bisogna saperlo vendere.

Perché esiste un vero e proprio esercito di donne che non vogliono rinunciare alle proprie ambizioni e si rimboccano le maniche per trasformare un’idea in un progetto concreto.

Mamme che hanno perso il lavoro dopo la maternità o che stanno pensando di lasciarlo perché progettano di avere un figlio, e sanno già come andrà a finire, purtroppo.

Creative, artigiane, commercianti, mamme, maker.

Per loro, nasce oggi MUMS GONNA MAKE.

 

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