Amarvi mi viene naturale – con Nuk Nature Sense

La lentezza è come un paio di occhiali che indosso quando voglio guardarci meglio.

Con le lenti, apro gli occhi piano piano e vi vedo lì, tutti insieme.

Non che prima non vi vedessi, è un po’ difficile non accorgersi di avere tre figli e un marito per casa. Al contrario, è proprio questo quotidiano rumore, questo costante andare, questo incessante guardare che mi impedisce di vedere davvero.

Poi un giorno, mentre me ne sto ferma e pensosa per qualche motivo, mi travolge di colpo tutto il senso della vostra presenza.

Come quando una raffica di vento spalanca una finestra. E anche se affaccia sempre sullo stesso cortile, d’un tratto quel cortile ti pare diverso.

I  m i e i   f i g l i.

Bibi mi chiama mam-ma. Lo fa solo quando ha qualcosa di veramente urgente da comunicarmi. La mia faccia tradisce ogni volta un’emozione, e negli occhi glielo leggo che lei lo sa.

Vedo Gabri che corre con un mucchietto di giocattoli fra le mani, e ne perde uno per strada. Per raccoglierlo, gliene cadono altri due, ma lui non farà mai due viaggi.

Ale, assorto in qualche ragionamento complesso, intercetta il peso del mio sguardo, si riaccende all’improvviso e mi rovescia in un abbraccio. “Scusa, ero distratto, lo sai che ti voglio bene?”

Accade anche quando guardo te, o quando parliamo del nostro modo di essere genitori, che si spalanchi quella finestra. E affacciandomi su quel cortile, riscopro non solo i nostri figli intenti a giocare, ma anche i ragazzi che siamo stati.

Tu hai gli stessi occhi gentili e mi ripeti sempre che non lo avresti mai detto.

Ed io?

Non si lascia trovare facilmente la ragazza che sono stata prima di voi.
Si nasconde sotto troppi anni, troppa vita e troppi strati di nuova pelle.

Chi ero? Cosa volevo? Dove volevo andare?

Se vado a ritroso, trovo tracce di voi anche in un tempo in cui ancora non vi conoscevo.
Come se tutto fosse stato scritto.
Come se tutto conducesse qui.

Forse sono nata per avervi e per appartenervi.
È per questo che amarvi mi viene naturale.

Il modo più naturale per nutrire i nostri figli è l’allattamento al seno: il latte materno è raccomandato in maniera esclusiva fino al sesto mese di vita. Al termine di questo periodo, o quando allattare non è possibile, possiamo contare sul nuovo Nuk Nature Sense. 

“Nessuno può fare quello che Madre Natura fa. Nemmeno noi possiamo. Quello che possiamo fare è prenderla come esempio. Abbiamo sviluppato il biberon NUK Nature Sense che permette ai bambini di gioire di una sensazione naturale quando bevono. Una sensazione che si avvicina molto all’allattamento al seno.”

Il biberon NUK Nature Sense nasce per riprodurre nel modo più fedele la sensazione naturale dell’allattamento al seno. Grazie alla particolare forma, alla tettarella morbida e alle piccole aperture che riproducono i dotti mammari, è il biberon più vicino alla natura di sempre.

Ha una punta più soffice e flessibile che si adatta alla bocca del bambino, come il capezzolo materno. Invece dei classici fori, ha tante piccole aperture che garantiscono un flusso del latte naturale e fluido, impedendo l’ingerimento involontario di aria. Così si riduce il rischio di fastidiose coliche.

Per le coccole, invece, come vedete è perfetto.  

Questo post è ispirato e offerto da NUK Nature Sense. Scoprite di più sul sito Nuk.

Continue Reading

Mums gonna make. Un nuovo progetto

La mia estate è trascorsa fra riflessioni, bilanci e ricerca di nuovi stimoli. Settembre è arrivato colmo di entusiasmo e di voglia di fare, ed è tempo che vi presenti alcune novità. Ma vi dispiace se facciamo prima un passo indietro? Perché è proprio così che è nato un progetto nuovo: voltandomi a guardare tutto […]

Continue Reading

Dimenticare un figlio in auto si può eccome.

Ieri sera ho faticato ad addormentarmi, malgrado la consueta stanchezza, pensando agli ultimi momenti di vita di quella bimba dimenticata in auto. L’ho sentito riecheggiare nelle mie orecchie l’urlo straziante di quella donna che, tornando dopo ore alla sua auto, si è trovata faccia a faccia con il peggiore incubo di una madre. Mi figuro […]

Continue Reading

Vuoi il mio numero? Il mio 5×1000 ad AISM

Ho immaginato di svegliarmi un giorno, inghiottita dalla lentezza. Di perdere progressivamente la capacità di muovermi nel mondo. Di perdere la lucidità del mio pensiero. Di perdere i ricordi. Ho immaginato di dimenticarmi la gioia di vivere. Ho deciso di supportare la campagna AISM #vuoiilmionumero e di donare il mio 5×1000 alla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, […]

Continue Reading

I crimini dell’influencer

C’è un tema assai popolare che ciclicamente ritorna in cima alla mia timeline e in testa a tutti i miei social feed. Quello dell’influencer marketing o, come amano definirlo tutti, quello delle blogger marchettare. La polemica è talmente vecchia che inizia a generare sonnolenza, ma ogni volta che qualcuno la tira fuori dalla naftalina, tra […]

Continue Reading

Pensieri in circolazione

La mia macchina può sembrare un semplice veicolo con quattro ruote, tre porte, un seggiolino anteriore e due posteriori su cui legare i figli a doppia mandata sudando sette camicie. In realtà è come un transformer, nasconde tantissime altre funzionalità. Si muove perlopiù lungo lo stesso tragitto casa-scuola. Quando siamo al completo, non è molto […]

Continue Reading

Piccoli omofobi crescono

Cari genitori del bambino che, all’uscita di scuola oggi, ha detto riferendosi a Gabri: “Sento puzza di frocio”, vi chiedo scusa se gli occhi azzurri, i capelli biondi e forse un po’ lunghi e quello strano appellativo con cui mi ostino a chiamare mio figlio, “Nanna”, possono aver generato confusione nel vostro dolce bambino. Che fortuna che, malgrado […]

Continue Reading

Cento pensieri per te.

Cento pensieri per te. Anzi, centodiciotto: uno per ogni giorno che ci separa. Più o meno, perché non posso sapere esattamente quando arriverai. Ma intanto ti aspetto, e ti penso. Mi sembra che il tempo passi troppo in fretta, ho già trascorso quasi sei mesi con te. Per la precisione, 162 giorni. Fanno centosessantadue pensieri […]

Continue Reading

Vita da instagrammer e virus da influencer.

Sono a letto malata da 48 ore. Non passavo così tanto tempo sdraiata e ferma dall’ultima volta che ho partorito, due anni fa. Questo la dice lunga sui tempi di riposo delle mamme. Non ho la TV in camera e la temporanea interminabile assenza di wi-fi mi impedisce di abbuffarmi di film sull’iPad come vorrei, […]

Continue Reading