Dimenticare un figlio in auto si può eccome.

Ieri sera ho faticato ad addormentarmi, malgrado la consueta stanchezza, pensando agli ultimi momenti di vita di quella bimba dimenticata in auto. L’ho sentito riecheggiare nelle mie orecchie l’urlo straziante di quella donna che, tornando dopo ore alla sua auto, si è trovata faccia a faccia con il peggiore incubo di una madre. Mi figuro la scena anche adesso, mentre scrivo, e le mani mi tremano in un brivido di compassione.

La stampa, come sempre, non si limita a raccontare i fatti. C’è sempre un sottinteso giudizio, una chiave di lettura celata quanto basta per apparire imparziale, ma abbastanza chiara da far scatenare un esercito di madri e padri indignati.

L’indignazione è direttamente proporzionale ai punti di domanda: “Ma com’è possibile dimenticare tuo figlio in auto???”

Dimenticare un figlio in auto si può eccome.

Di norma, il nostro cervello funziona molto bene (alcuni meno bene di altri, ma questo è un altro discorso) anche perché lavora in modo automatico. Come un computer, possiamo aprire diverse finestre contemporaneamente e compiere operazioni in background, ovvero, senza rendercene conto.

Accade soprattutto quando ci affidiamo alle routine, quando ripetiamo gesti già fatti centinaia di volte, quando guidiamo su strade che conosciamo alla perfezione. Succede quando siamo stanchi e sotto stress, e dobbiamo pensare a troppe cose nello stesso tempo.

Salgo in auto, lego mio figlio ancora assonnato al seggiolino posteriore. Oddio com’è tardi. Oggi in ufficio ho pure quella riunione col capo, che stress, speriamo bene. Alle 11 mi devo ricordare di prenotare la visita, che il centralino risponde solo fino alle 11.15. Ah e quando esco passo al volo al supermercato, ma che posso fare per cena? Magari cerco qualche idea dopo su Giallo Zafferano. Un altro semaforo rosso! Ma è una congiura? Sono già così in ritardo, anche ieri ho timbrato fuori tempo massimo. Un parcheggio, un parcheggio! Dai che se mi sbrigo ce la faccio!

B l a c k o u t. 

L’abbandono in auto è indipendente dallo sviluppo intellettivo, ma è da attribuire ad uno stato di stress, spesso insonne-dipendente, che determina un’alterazione acuta della capacità di riflettere.

Quante volte avete dimenticato dove avevate parcheggiato la macchina? Quante volte cercate il cellulare mentre state parlando al cellulare? Vi è mai capitato di riporre i giocattoli nel frigo? Di uscire di casa in pantofole? Di lasciare la spazzatura in macchina? Vi succede mai di cercare i vostri figli quando non sono insieme a voi?

Se vi sembrano esempi non attinenti, vi sbagliate. L’unica differenza è che queste azioni non hanno risvolti potenzialmente drammatici.

EDIT**** Visti i numerosi commenti su questo ultimo passaggio, lo esplicito meglio. 

No, non sto paragonando un figlio a una borsa, ad un cellulare o a un sacco della spazzatura. Sto dicendo che il nostro cervello, qualche volta, si inceppa. Dal punto di vista tecnico, logico, funzionale, sbaglia nello stesso identico modo quando, mentre compiamo una serie di azioni, dimentichiamo di compierne una.

Mi sembra OVVIO, e lo avevo pure scritto, che la gravità della dimenticanza della spazzatura o di un figlio NON SONO LE STESSE.

In molti si domandano poi, come mai questa mamma non abbia pensato più alla sua bimba fino alle 14.

L’amnesia dissociativa fa sì che non siamo più in grado di ricordare se un’azione è stata fatta oppure no.  Nella nostra testa, la diamo per scontata.

Assorta nella sua attività lavorativa, probabilmente quella mamma non ha ripercorso mentalmente il tragitto casa-lavoro, né quello che aveva realmente fatto prima di arrivare in ufficio. Nella sua testa, lei aveva lasciato la bimba al nido come sempre.

Questo non vuol dire che non abbia rivolto alcun pensiero alla figlia durante quel tempo. Non lo possiamo sapere.

Infine, specifico che se consiglio di lasciare la borsa sul sedile accanto al bambino, non è perché penso che una borsa sia più importante o meno dimenticabile di un figlio. Lo dico proprio in relazione a questo meccanismo mentale. 

Si presume che in ufficio io ci entri con una borsa, non con mio figlio. Quindi, se dopo tre passi mi rendo conto che non ho la borsa, tornerò indietro a cercarla.

Qualcuno ha raccontato nei commenti che gli è accaduto proprio questo: dovendo accompagnare il figlio a scuola, è sceso dall’auto senza far scendere il bambino. Dopo pochi passi, si è reso conto della sciocca dimenticanza.

Selvaggia Lucarelli raccontava l’episodio inverso. Dopo aver lasciato il figlio a scuola, al semaforo successivo gli ha rivolto una domanda. Solo in quel momento si è resa conto che lo aveva già salutato, e le è scappata una risata. Esempio inverso, inceppo identico, conseguenze opposte.

Potete approfondire questo tema in un utile articolo di Salvamento Academy.

 

Accettare il fatto che possa accadere a chiunque è il primo passo per fare prevenzione. 

Finché la legge lo consente, installate i seggiolini auto sul sedile anteriore accanto a voi, specialmente se guidate soli con i bimbi piccoli. Se il seggiolino auto è sul sedile posteriore, lasciate dietro anche la borsa, il cellulare, qualsiasi cosa che vi costringa a controllare prima di scendere dalla macchina e che tornereste immediatamente a riprendere.

Non lasciate mai i bambini in auto da soli, neppure per scendere un secondo a prelevare al bancomat, a prendere il pane, a ritirare una camicia in lavanderia. 

L’Associazione Salvagente Italia ha girato questo video due anni fa per mostrare cosa accade ad un’auto lasciata al sole, anche per pochi minuti.

LA VISIONE DEL VIDEO POTREBBE TURBARVI. SOPRATTUTTO OGGI.

Ma soprattutto, oggi, prima di condividere un qualsiasi pensiero, articolo, commento superficiale sui social che faccia riferimento a questa drammatica notizia, vi prego di fermarvi un secondo. Immaginate di avere di fronte quella mamma e di parlare direttamente a lei. Perché è questa la realtà. Tutto ciò che scriverete, le arriverà.  

E se io potessi parlarle, l’unica cosa che vorrei dirle è

Vieni qui, abbracciami. Non è colpa tua, poteva succedere anche a me.

have fun.

56 comments

  1. Che brividi, che commozione, di lacrime ne è scesa più di una a leggere questo post, perché trovo impossibile non immedesimarsi in quella mamma. È una tragedia, una tragedia che poteva avere protagonista anche me.

    1. anche io ho sentilo il suo urlo straziante urlarmi nel cervello. un dolore lancinante. assordante. le sono vicino con tutto il cuore povera mamma

      1. Condivido appieno il tuo pensiero mi spiace per la bimba ma non oso neanche immaginare cosa può provare la madre e un peso troppo grosso …..io ho perso un figlio per colpa dei dottori e cmq mi sento in colpa perché il dolore ti schiaccia e per un figlio saresti la tua vita

    2. Mamma sei nel mio cuore il tuo dolore è Il mio e quando ti penso mi sento morire a quanto è grande il tuo dolore. Non so cosa dirti non ci sono parole solo solidarietà e amore

    3. potranno infliggere qualunque pena a questa mamma ma lei la condanna peggiore c’è l’hagià e purtroppo dovrà (se c’è la fa) convivere con il fatto che la causa è proprio lei.
      a me è capitato di dimenticare mia figlia in asilo. avevo calcolato tutto per il giorno dopo (mio marito parte alle 4 del mattino e torna alle 16) chi andava a prendere il grande a scuola , la borsa del calcio pronta a casa di un’amica, quella di ginnastica a casa di una mamma che poi l’avrebbe accompagnata ed ero convinta di aver chiesto ad un’amica di prenderla all’asilo ma non era così. quando al corso ho trovato una decina di chiamate ho capito.
      certo non è la stessa cosa perché la piccola era al sicuro ma ancoRa mi sento in colpa.
      sono i gesti automatici che ci fregano.
      è come quando ti accorgi che in paese hanno cambiato i sensi unici e tu hai percorso quella strada contro mano perché “sempre fatto!”
      non è la stessa cosa però l’esempio della borsa mi piace .
      adesso la metterò sempre dietro con i bambini.
      PICCOLI GESTI POSSONO EVITARE TRAGEDIE come questa.
      la mamma ha tutta la mia solidarietà

    4. Purtroppo è così può succedere a chiunque la vita sempre di corsa lo stress la stanchezza….io dico semplicemente riprendiamoci la nostra vita corriamo corriamo ma per arrivare dove..

  2. Vorrei, se posso, aggiungere qualche riflessione. Benché sia più che convinta che possa capitare a tutti non credo che individuare nello stress la causa di questo fenomeno sia corretto. Mi spiego. Si, credo anch’io che questo tipo di incidenti si verifichino principalmente con un genitore sotto stress, ma sullo stress quanto si può lavorare? Pochissimo. La percezione dello stress è troppo soggettiva e comunque legata ai ritmi di vita per poter essere davvero eliminato. Impossibile. Allora accusare lo stress non è la strada giusta. Quello che è vitale invece è comprendere che questo è un pericolo reale, concreto con cui TUTTI dobbiamo fare i conti. Dovremmo esserne più consapevoli, più informati. Mi chiedo perché si discuta di spot sull’allattamento(tanto per fare un esempio) e non su questo fenomeno. È una questione di priorità. Prima che su tutto il resto voglio e devo essere informata dei pericoli reali, concreti che mio figlio può correre, a maggior ragione se per causa mia. Voglio sapere che può soffocare per un chicco d’uva, voglio sapere che può succedere di dimenticarlo in macchina lasciandolo morire. Secondo punto, spesso pecchiamo di presunzione. Istintiva se vuoi, ma certo la maggioranza di noi crede fermamente che a noi non succederà. Invece sì. E dobbiamo prenderne atto. Lo stress non lo posso sconfiggere ma quando mi sono resa conto che capitava talvolta di tirare dritto senza fermarmi al nido con Edo in macchina mi sono spaventata. Mettevo la sveglia sul cellulare. La borsa dietro. Gli parlavo sempre anche se dormiva. Ero ossessionata? Si. Meglio così.

    1. Lo stress aumenta la probabilità che accada, ma hai ragione, non è l’unica causa. Sai bene quanto io sia “ossessionata” dalla sicurezza. Probabilmente vivere un qualsiasi evento traumatico, o anche solo un episodio come il tuo, ti accende una spia di attenzione che la presunzione generalmente sopisce. Non possiamo certo sperare che più genitori sperimentino traumi per aumentare la prevenzione. Nel mio piccolo, cerco di parlarne più spesso che posso. Poi per fortuna, ci sono associazioni come Salvagente che lavorano ogni giorno su questo. Un abbraccio Jen.

    2. Brava Jennifer, benedetta quella che lei chiama “ossessione”perché secondo me invece è quell’istinto materno dato per così ovvio, ma non sempre così scontato.E’ quello, secondo me, che fa la differenza fra una “mamma” e una invece, solo “madre”. Con tutta la comprensione per lo stato d’animo ed il dolore di quella madre, e tutto il rispetto ammirazione per le parole oneste e piene di buone intenzioni scritte qui, mi spiace, ma, l’unica cosa che riesco a pensare è molto spietata, mi rendo conto, ma quel povero scricciolo di 18 mesi evidentemente valeva meno della borsa, perché quella l’avrà pur presa per il portafoglio, il telefono e per chiudere quella stessa macchina in cui se l’è dimenticato, così, a morire. Quella povera creatura indifesa e incolpevole di tanto disinteresse, adesso ha finito la sua sofferenza e che possa aiutare, da lassù, sua madre a superare la prova.

      1. Che vergogna anche solo pensare quello che hai scritto
        Glielo diresti guardando in faccia una persona completamente distrutta che dava più valore alla sua borsa che a sua figlia? Ma davvero sei riuscita a pensarlo? Rileggi 100 volte quello che è scritto qua sopra e poi altre 100 magari.

        1. Non penso che si voglia paragonare un figlio a una borsa o a un mazzo di chiavi.Giudicare e colpevolizzare ma sopratutto strumentalizzare un avvenimento per sensazionalizzare una notizia questo è vergognoso e immorale ! Presumo che queste madri o padri non si perdoneranno mai! Siamo imperfetti e facciamo molti sbagli , dovremmo consideralo più spesso quando puntiamo il dito sugli altri senza conoscere tutte le sfumature di una situazione.

          1. Io dico che ci sono circostanze in cui bisognerebbe tacere per rispetto di quella mamma che ha smesso di vivere insieme a sua figlia. Tutto il resto sono chiacchiere inutili. Ovviamente non mi riferisco a te ma alle polemiche sulla borsa. Una bimba è morta.. per favore rispetto. È silenzio. Prego per loro. Non posso fare altro. E in fondo al mio cuore ringrazio Dio che quel bimbo non è il mio.. perché io sono certa… A me poteva succedere!! Meno male ora sono grandi!

      2. Maria lucia ceretto, io mi auguro che non ti succeda mai nulla di grave.. perché come hanno già scritto puo capitare a chiunque una qualunque cosa, anche solo che ti giro un secondo e non guardi un figlio e puo succedere qualunque cosa.. io ne ho tre di figli ed é capitato che x troppi pensieri e abitudini a prendere certe strade.. mi rendevo conto che non era quella la strada da percorrere… ma mi é anche capitato che x forte stress sono andata in blackout proprio mentre ero alla guida con mio figlio in macchina e che proprio lui mo abbia ripreso parlandomi dopo essere andati a sbattere perche io stavo continuando and andare avanti.. tutto questo non fa di noi delle cattive madri ma semplicemente ci dice che ad oggi noi donne madri e mogli lavoratrici facciamo tanto e spesso non ascoltiamo il nostro corpo che ci chiede di fermarci … sempre perché vogliamo dare e fare il massimo per i nostri figli..

      3. Ciao Maria Lucia,
        Perdonami ma non sono d’accordo. Probabilmente mi sono espressa male, ho scritto in effetti un po’ in fretta e sull’onda del l’emozione ma quello che volevo dire è che questa è una cosa che può capitare a tutti, questa come molte altre. Ci sono mille situazioni potenzialmente mortali a cui inconsapevolmente sottoponiamo i nostri figli e non dovremmo mai credere che a noi non succederà. Tra il dimenticarsi di lasciarlo al nido e il lasciarlo in macchina ne passa, ma non poi tanto. E le uniche risposte possibili secondo me sono la consapevolezza che può succedere esattamente a noi e l’informazione che una tale situazione è possibile/frequente/ MORTALE. In questo senso questo post è corretto ed importante perché informa, cosa che secondo me manca moltissimo. E mi ripeto, lo stress sarà la causa, si, ma non posso lavorarci molto, non posso mai sentirmi davvero al sicuro dallo stress. Sulla mia consapevolezza devo e posso lavorare, così come sulla mia empatia e umanità. Cosa è più utile? Informare, nel dubbio tacere o sparare sentenze accusatorie sentendoci al di sopra di ogni sospetto? Questo credo, fosse il senso del post.

    3. Altroché se può succedere a tutti! Io anche mettevo la borsa o altro vicino alla bambina. Quando ho partorito, ad esempio, stavo sempre sola a casa con lei, in un quartiere di nuova costruzione e quindi ancora praticamente deserto; per fortuna mia figlia era buonissima e non mi ha mai fatto fare una nottata in piedi, ma spesso mi ritrovavo a pensare a quelle che uccidono i figli di pochi mesi e pensavo ad una mia amica il cui figlio non aveva MAI dormito più di 15 min di seguito e piangeva tutto il giorno e mi rendevo conto anche di quanto possa essere un attimo impazzire ed arrivare ad un gesto del genere inconsapevolmente. Non riuscivo a giudicarle, pensavo solo che sarebbe potuto capitare anche a me

  3. Grazie per quello che scrivi, la conclusione di questo post mi fa commuovere. Grazie per far riflettere le persone e grazie per parlare di empatia, questa grande sconosciuta.

    “Vieni qui, abbracciami. Non è colpa tua, poteva succedere anche a me.”

  4. Tremo anche io ed ho difficoltàò a scrivere chè ho gli occhi gonfi di lacrime che in ufficio devo trattenere. HO anche io 38 anni come quella mamma, ho anche io una bimba di 18 mesi come qualle mamma. E’ davvero un fenomeno frequente concreto, triste, drammatico, ma REALE. Grazie Ornella per averci dato anche stavolta una riflessione da mamma a mamme. Più fortunate di colei che ora la sua piccolina non l’ha più con sè. Un abbraccio a lei, a tutte.

  5. Grazie Ornella per questa riflessione. Troppo spesso ci lasciamo andare a commenti a caldo senza pensare che tutte avremmo potuto essere lei. La nostra vita purtroppo è troppo frenetica, e il cervello gioca scherzi diabolici. Io mi permetto solo di sollevare una tematica, relativa a quanto sia difficile nel nostro paese conciliare maternità e vita lavorativa. Non ci sono sussidi, aiuti in termini di agevolazioni di tempo, riduzioni di orari come diritto per le mamme, sostegni economici concreti per assistenza. Si torna a casa alle 7 di sera con bimbi di un anno e mezzo, tutti i lavori in casa da fare, il tempo da dedicare al riposo si riduce a nulla… chi è mamma lo sa, non sto parlando di cose che accadono su Marte ma della vita vera di ogni giorno. un abbraccio forte a questa mamma che piangerà la sua piccola per sempre.

  6. Grazie per averlo scritto, avrei pubblicato lo stesso post ma ho pensato: magari sono io la pazza di poter credere di dimenticarmi mio figlio in auto. Magari sono una madre snaturata nel pensare che poteva accadere anche a me. Magari dovrei incolpare quella madre come la maggior parte delle parsone, invece di provare pietà per lei che non avrà più pace. E invece leggo quello che scrivi e capisco che allora quel brivido di paura ha scosso più madri.

  7. Meno male che si leggono articoli come il tuo… Altrimenti mi viene da pensare che siamo tutti impazziti, presuntuosi da credere che quei genitori siano incoscienti o sprovveduti e invece noi no, che siano distratti e invece noi no, che a loro capita e a me invece non capiterebbe mai. Brava Ornella, come sempre, per catturare l’attenzione su temi così importanti e stimolare a pensare. PENSARE. Prendiamoci 5 minuti e facciamoci una reale nostra opinione sugli eventi, da prima libera da influenze, e poi che porti al confronto! Ma basta con questo giornalismo che è ormai sempre più spettacolo e per niente informazione, che crea sempre più nemici da combattere tra la gente. Ma la gente siamo noi!

  8. Grazie.
    Grazie per averlo raccontato così bene…grazie per aver sollevato l argomento…io prima di avere figli ero convinta non si potesse dimenticarlo da qlc parte…ora so che si può…non mi è mai successo ma so che potrebbe accadere…mi sono trovata in situazioni con il cervello assolutamente sconnesso…spaventandomi di me stessa…non lo credevo possibile…quando succedono tragedie di questo tipo il primo pensiero va sempre alle mamme e prego Dio che trovino la forza di riuscire a vivere perdonandosi.Un abbraccio a tutte le mamme.

  9. Concordo in pieno. Sono mamma. E leggendo i tuoi esempi mi è venuto in mente mio marito che l’altro giorno cercava gli occhiali disperatamente e li aveva in testa. E mi sono venute in mente tutte le volte in cui ho cercato il cellulare senza trovarlo perchè nella fretta spesso lo dimentico da qualche parte in casa. Anche la nostra mente, così come accade ad un software, può avere dei “bug”. Nessuno è infallibile. Purtroppo alcune volte un errore può essere peggiore di altri e portare a conseguenze anche fatali e drammatiche come quella di questa bimba. Terribile. Terribile davvero. Povera mamma. Anche io se l’avessi davanti vorrei abbracciarla e farle sentire che non è sola. Che non è colpa sua, ma di una vita troppo stressante e frenetica che ci costringe a ritmi non naturali e che spesso purtroppo manda il nostro cervello in tilt. Soffro per lei, che vivrà per tutta la vita torturata da questo terribile dolore. Non solo quello di aver perso una figlia ma anche quello di averla persa a causa di un suo errore. Ecco come vivrà. Sempre che riesca a sopravvivere al vuoto che ha nel cuore, al dolore straziante che sta provando in questo momento. Una madre non può restare indifferente a questa donna. Sapere di non sentire più la voce della sua bambina, di non poterla più abbracciare e baciare, di non poterla veder crescere, la ucciderà dentro. L’ha già uccisa dentro. Empatia. Vorrei che tutte le persone che hanno scritto cattiverie e giudicato questa donna ne avessero almeno un poco. Lei purtroppo leggerà i loro commenti sui social. Forse non ora. Magari tra qualche mese o tra un anno. Ma quando accadrà il suo dolore, il suo senso di colpa, la schiacceranno più di quanto già non stiano facendo oggi. E ripiomberà di nuovo nell’incubo che sta vivendo adesso. Grazie per questo post commovente. Spero che questa mamma lo legga e possa sentire un po’ di conforto. Faccio una preghiera per lei e per la sua povera bimba, che sono certa che dal cielo ora la sta guardando e che vorrebbe che la sua mamma sorridesse e non piangesse più.

  10. Sono piena di angoscia e di tristezza e di rabbia…rabbia si per questa società frenetica una centrifuga per noi mamme lavoratrici….spero che questa povera madre possa trovare un pò di pace. Si…può succedere..triste dirlo ma è così. Una mattina come tante come mille mattine caotiche ho lasciato mio figlio entrare davanti la scuola elementare e come al solito lo seguivo con lo sguardo….quella mattina no..non lo so…non mi ricordavo più di averlo visto entrare….oddio…il panico…il terrore e la mente mi gridava che non era entrato…forse l’aveva preso qualcuno.. il terrore si era ormai impossessato di me….arrivata quasi in ufficio…sono scappata indietro…9 km di ritorno verso scuola…una scusa per poter andare in classe e controllare…era li mio figlio era li…il mio cuore gonfio di lacrime è esploso e quella brutta sensazione di non ricordare un punto importante mi e’ rimasta incollata addosso. Si…può succedere…mio Dio se può succedere.

  11. Brava Ornella, grazie per questo articolo (uno dei pochi sensati che ho letto sull’argomento). Può capitare a tutti noi ed è sconvolgente già solo pensarlo. Vorrei anch’io stringere forte quella madre, che ha perso tutta la sua vita su quella macchina. Non ho potuto far a meno di piangere sentendo la notizia in TV.

  12. Povera mamma, povera donna……….povera creatura!!!!!!
    Ci lasciano un cane sono dei delinquenti, ci lasciano una bimba dobbiamo comprendere lo stato di stress.
    Non credo che gli esempi fatti nell articolo siano simili….cercare il cellulare che hai all orecchio può durare 10 min, non più……Non ricordarsi dove si parcheggia la macchina la mattina alle 8 non è che poi ti viene in mente la sera alle 18……..io non capisco……tutte quelle ore……..ma in tutto quel tempo non ha mai avuto un pensiero del tipo:- che farà ora la mia piccolina????-
    Io penso continuamente a cosa possono fare i miei figli mentre sono al lavoro, anche se hanno più di 20 anni……e se uno di loro mi ha chiesto qualcosa, pensando a lui mi viene in mente automaticamente anche quello che mi aveva chiesto.
    Si, andiamo avanti così, diamo un perché a tutto, a chi non si ferma allo stop ed investe un pedone, a chi violenta una minorenne in minigonna perché non trova la fidanzata, Non voglio condannare quella povera donna perché si dannera’ per tutta la vita, ma abbracciatela voi.

  13. Non c’è dolore più grande di quello che può aver provato quella mamma….tutto il suo mondo finisce con lei….la sua piccola ….sono una mamma lavoratrice mi permetto di dire che é vero noi mamme moderne dobbiamo lavorare perché il mondo d’oggi non ci permette di rimanere con i nostri figli…a casa….e ringraziamo il cielo che ci sono i nonni….

  14. Ornella, che belle parole. Grazie di averle scritte. E sì, può succedere a chiunque, un pensiero sconvolgente, per questo quella notizia (mi) ha fatto così male.
    La abbraccerei pure io, quella mamma.

  15. Sarà mortificata. Mi dispiace x lei oltre che x la bimba. Che Dio le stia accanto e le dia la forza x superare un tale senso di colpa e andare avanti.

  16. Mi dispiace molto per l’accaduto ma vorrei precisare che il seggiolino del bambino non va mai messo sul sedile davanti. Gli incidenti stradali succedono molto più spesso degli incidenti di memoria e il sedile anteriore è considerato un posto molto pericoloso. Io abito negli USA e qui è vietato. È vietato anche lasciare i bambini in macchina per qualsiasi tempo e per qualsiasi motivo. Entrambe cose sono un reato, il ciò le fa ricordare meglio.
    Mettere un allarme sul cellulare o magari un qualcosa sul portachiavi della macchina può aiutare. Ovviamente nessuno è assicurato da un errore umano. Ma come genitori dobbiamo cercare di diminuire i rischi al massimo.

    1. Per legge, il seggiolino gruppo 0 può essere montato sul sedile anteriore, in senso contrario di marcia. Concordo che è meno sicuro per gli incidenti stradali, ma se una mamma viaggia in auto sola con un bambino di età inferiore a un anno, è necessario tenerlo sempre a vista. Anche un rigurgito improvviso può soffocare un bambino seduto sul seggiolino posteriore, e la mamma difficilmente se ne accorgerebbe, non potendo intervenire immediatamente.
      Se parliamo di bimbi più grandi, questa discussione non si pone più: devono sedere dietro.
      Concordo sull’utilità delle normative, mi domando però perché per attivare buone pratiche di sicurezza, si debba sempre ricorrere alle multe.

  17. Purtroppo siamo sempre pronti a giudicare, ma se un nano secondo ci fermiamo un attimo ci accorgiamo che sono cose quotidiane che posso succedere a chiunque. Io lascio, come abitudine ormai, chiara nel seggiolino quando porto Giulia all’ asilo e dopo mi fermo “quei due minuti ” a fare la spesa 😞. Un abbraccio a quella mamma che ora ha perso il mondo è che il mondo le è crollato addosso.

  18. Provo un dolore immane se penso agli ultimi istanti di quella tenera creaura in auto, e rabbrividisco, piango e mi si accortoccia il cuore se mi metto nei panni di quella mamma, perchè so che potrebbere succedere anche a me, così come mi è capitato diverse volte di incorrere nelle situazioni portate ad esempio nell’articolo. Non riesco ad immaginare come una mamma, che amava sua figlia come io amo i miei, possa superare questa tragedia!vorrei poterla abbracciare per farle sentire la mia vicinanza :/
    Complimenti per l’articolo, condivido ogni paola.

  19. Le tue parole rispecchiano esattamente il mio pensiero. Io ho i brividi solo ad immaginare come possa essersi sentita la mamma in quel momento. Appena ho letto la notizia anche io, lo ammetto, ho pensato “ma come è possibile?”, non per condannare la mamma (o padre in altre notizie simili) ma perché faccio davvero fatica a pensare che il nostro cervello possa, consentimi l’espressione, giocarci certi brutti scherzi. Trovo raccapricciante tutta la gogna mediatica che ne è nata, sputare sentenze su qualsiasi cosa ormai è quasi una moda

  20. Nella speranza che tutte queste “super mamme”possano diffondere la loro infallibile e assoluta dote a noi che a volte cadiamo
    Grazie Ornella, come sempre

  21. Grazie per l’articolo. Conosco la sensazione di improvvisa chiusura allo stomaco quando di scatto mi fermavo e dicevo: “dove è mia figlia ora!?”. Conosco il meccanismo del cervello. Poteva capitare anche a me.

    Un abbraccio a te, da mamma a mamma.

  22. Mi associo alla vostra compassione, questa donna sta vivendo il suo peggiore incubo e avrà un peso per tutta la via che Dio solo sa come farà a superarlo.. Ma la mia domanda è questa: possibile che per asilo nido (e anche scuola infanzia aggiungerei) non si possa prevedere di chiamare la madre e/o il padre in caso di assenza non giustificata del bambino? se fosse una cosa obbligatoria sarebbe già un passo avanti..perché ahimè anche io credo che la vita di noi mamme lavoratrici sarà sempre un più o meno stressante… e che quindi possa capitare a chiunque..

  23. Premetto, non ho figli. Però mi sono sempre chiesta anche io come possa essere possibile. Poi ho letto ciò che hai scritto, E mi sono resa conto che a volte arrivo al lavoro e non ricordo minimamente come ci sono arrivata.
    O qualche giorno fa, dovevo portare con me una borsa con dentro abiti per la sarta. Ce l’avevo in mano, sono uscita, sono arrivata al lavoro, dopo qualche ora mi sono accorta che la borsa non l’avevo presa. E avevo completamente rimosso ogni singolo dettaglio, perchè avevo fatto tutto automaticamente, E allora oggi capisco. Grazie per le tue parole e i consigli, che possono sembrare banali, perchcè “a me non succederebbe mai”, ma non è vero.

  24. Devo dire che riesci sempre a trascrivere perfettamente ciò che pensi con estrema facilità, come al solito mi sono commossa. Io la pensò esattamente come te.
    A me capita spesso, quando lascio mia figlia da qualcuno, di sentire all’improvviso il cuore battermi in gola perché per due o tre secondi il mio cervello crede che lei sia con me e pensa di averla persa d’occhio. In quell’attimo di assenza della ragione, sento di morire. Poi il cervello si riconnette e il battito rallenta.

  25. Di sicuro non vorrei essere nei panni di quella mamma…mi dispiace immensamente x lei, ma non posso togliermi dalla testa l’agonia di quella bimba.
    Dobbiamo fare in modo che NON SUCCEDA.
    A tutti é capitato di NON RICORDARE se abbiamo SPENTO la LUCE, STACCATO il FERRO da STIRO, CHIUSO la PORTA di CASA…e cosa si fa di solito?
    SI TORNA A CONTROLLARE, si TELEFONA a qualcuno che controlli x noi…
    Ripeto: sono veramente turbata dal dolore che può provare quella mamma, ma i bambini vanno tutelati anche dall’eccessiva stanchezza delle mamme e dei papà.

  26. Ciao, arrivo ora sul tuo blog. Anche io sono stata profondamente scossa da questa tragedia e, come te, avrei voluto poter abbracciare quella mamma. Il primo pensiero è stato che non sapevo se fosse più triste quello che è successo alla bimba o quello che è successo a questa donna e che, purtroppo, una cosa così (un incidente), potrebbe capitare ad ognuno di noi. Ho letto che dagli anni novanta questi casi sono aumentati; prima succedeva raramente che un genitore potesse dimenticare in auto il proprio figlio. L’aumento di questi incidenti a partire da quegli anni è conseguente all’introduzione degli air bag; da quel momento in poi i seggiolini auto sono stati posizionati sui sedili posteriori e questo rende “possibili” tragedie come questa. Anche io ho sempre lasciato la borsa a fianco a mia figlia, senza riflettere sul fatto che questa abitudine poteva salvarle la vita. A chi non è capitato di fare più di una notte insonne, di non avere aiuti su cui contare, di avere periodi stressanti a lavoro ed essere in tilt? Basta un piccolo cambiamento nella routine, una serie di eventi sfortunati..e il nostro cervello può perdere un pezzo di memoria.
    Sono convinta che sia necessario intervenire a livello legislativo affinché si rendano obbligatori sistemi sonori d’allarme che ci avvisano quando scendiamo dall’auto e sul seggiolino ci sono i nostri figli. Poi, naturalmente, tanta informazione, tramite brochure consegnati ai genitori negli ospedali e nei consultori, tramite tv e naturalmente on line. Grazie per questo post.

  27. Forse la fretta, forse i pensieri che angustiano ogni adulto, hanno distratto migliaia di genitori in tutto il mondo causando immani tragedie e lo stillicidio dei bimbi dimenticati nei veicoli.
    Realizzata a Messina, Infant Reminder è la prima app al mondo, per smartphones e tablets, totalmente gratuita e utilizzabile in tutto il mondo, in grado di scongiurare il pericolo di dimenticare i bambini nei veicoli.
    Prelevala gratuitamente dal sito ufficiale http://www.infantreminder.com/ oppure da App Store o Google Play.

  28. Quello che è successo a questa madre, può capitare ad ognuno di noi, per giunta adesso deve fare i conti anche con giustizia, ma credo che la vera giustizia adesso sia solo cercare di aiutare questa madre e questo padre a metabolizzare quello che è successo, ormai questa donna ha già pagato il suo errorè ad un prezzo altissimo!

  29. I figli sono una ricchezza, li adori anche quando non ti fanno dormire..per i dentini, per i mal di pancia… i figli sono un dono, sono il nostro domani, siamo il loro passato… e ogni volta che ne perdiamo uno è un pezzo di futuro che non c’è più..sono fortunata quando guardo i miei due figli ormai adulti..e ringrazio Dio, perché pur avendo avuto un dramma familiare, ho ancora il mio futuro vivo… Le polemiche, le supposizioni e quant’altro…non servono… Poniamo il problema perché l’ho è, ma poniamolo a prescindere e fin quando non crediamo di averlo affrontato per far si che non possa succedere più continuano a porlo.

  30. Oltre a tutto questo focalizzare sullo stress, ecc., ricorderei che esiste anche un inconscio. Pieno di motivazioni individuali che non conosciamo. Non possiamo dire con certezza che dentro la mente di questi genitori non ci fosse, nell’ombra, il desiderio di dimenticare di essere tali. Ce l’abbiamo tutte e tutti, questo desiderio, certe volte. Perché non dovrebbe averlo chi di fatto è indagato per omicidio colposo? Considererei tutto, non solo la distrazione e i ritmi del mondo moderno. Una psicoterapeuta dubbiosa rispetto agli articoli in circolazione.

    1. ciao Valeria, precisando che il mio è solo un blog personale e che non definirei questo un articolo, ben vengano gli spunti di riflessione come il tuo da chi può fornire un punto di vista autorevole su questo evento. A maggior ragione se, come dici, nella nostra mente possono celarsi ombre che spesso neppure noi conosciamo, a mio avviso occorre fermarsi un secondo prima di esprimere giudizi che in fondo non ci sono richiesti.

  31. Non ho avuto ancora la gioia di avere un figlio, ma sono zia da parecchi anni… Condivido il tuo pensiero appieno!!
    Non una parola sbagliata..
    Mi stringo forte anche io a quella povera madre ed al padre della bimba!!! ❤️

  32. Non capisco queste madri moderne.
    Volete figli e lavoro e non sapete gestire bene né gli uni né gli altri.
    Siete troppo arroganti per chiedere aiuto e ammettere che avete dei limiti.
    Imputate tutto allo stress e all’amnesia dissociativa.
    Vi ricordate di postare su fb, di controllare ricette su giallo zafferano, della riunione col capo, della borsa, delle uscite con le amiche, dell’estetista e del parrucchiere, ma i figli li dimenticate in auto, all’asilo…
    Mi dispiace, non ci siamo proprio.
    L’autrice del post ha paragonato il dimenticarsi di un figlio al dimenticarsi un sacco della pattumiera, uscire di casa in ciabatte…
    Ditemi quando una donna non è stressata?
    Praticamente mai.
    Quello che è successo è grave, è ovvio che la madre soffre e che si riterrà colpevole per tutta la vita, ma alla bambina chi ci pensa?
    Cosa significa “mi dispiace per la bambina ma il mio pensiero va alla madre”?!
    Il mio pensiero va a una vita ingiustamente stroncata.
    Madri moderne, imparate a chiedere aiuto, mettete i figli al primo posto.

    1. Ciao, mi chiamo Ornella. Sono l’autrice del post e non ho paragonato i miei figli alla pattumiera. Nell’articolo l’ho scritto per due volte, ma forse la tua lettura è distratta. Ti senti stressata in questo periodo? Perché potresti dimenticarti di leggere qualche paragrafo, e commentare come se non fosse mai esistito.
      Grazie di avermi ricordato di mettere i miei figli al primo posto, non ci avevo proprio pensato.

Mi interessa sapere cosa ne pensi!