Una matta domenica al parco, più vicini alla natura.

Roma è una galleria d’arte a cielo aperto. Ci sono moltissime aree archeologiche che è possibile visitare con i bambini, trasformando una semplice passeggiata in una piccola lezione di storia.

Qui Ale e Gabri giocano con l’eco.

È una delle uscite che preferiamo, perché i bambini possono muoversi liberamente in grandi spazi verdi, senza pericoli, scoprendo antiche rovine, calandosi nei panni degli antichi romani, inventando avventure e simulando battaglie.

Qualche settimana fa, abbiamo deciso di visitare tutti insieme Villa Adriana, a Tivoli. È stata la più grande villa mai appartenuta ad un imperatore, oggi è un immenso parco dal fascino indescrivibile, disseminato di grandiose rovine, terme e giardini. Nel 1999 Villa Adriana è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Il complesso del Canopo, una grande vasca rettangolare circondata da sculture e nella quale si riflette l’affascinante struttura del Serapeo. “Mamma, un culetto!”

FAMIGLIA MATTA, NON A CASO.

Che tipo di famiglia siete voi? Super programmati, iper efficienti, mega puntuali?
Ecco, noi no.

Questo genere di idee ci viene sempre all’ultimo momento. Giuro, ci proviamo ad essere organizzati. Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Il ritardo arriva sempre puntuale. Il programma slitta e, se non slitta, nevica.

Capirete poi che spostare una famiglia di cinque persone, seppure per poche ore, non è cosa semplice.

I preparativi possono durare ore. Alla fine, mi ricordo quasi tutto. Leggi: mi dimentico sempre qualcosa.

Ecco cosa succede in casa nostra quando decidiamo di fare una gita.

Sabato, ore 21:00: “Domani è domenica, facciamo un pic nic al parco?”

Bella idea, ma cerchiamo di uscrire presto, iniziamo a preparare stasera, altrimenti sappiamo come va a finire.

Ma sì, in fondo che ci vuole? Mettiamo in borsa solo le cose essenziali.

E così, domenica alle 11:00, sto ancora raccogliendo le cose essenziali.

Mamma ma quando andiamo al parco?

Calma, calma! Ora preparo tutto alla velocità della luce e andiamo. Tranquilli!

Punto primo: i cambi. Non pensiamo solo alla piccola. Ricordiamoci che i grandi sono specializzati in cadute nello stagno, bagni fuori stagione, macchie impossibili e vomitate improbabili. Serve un cambio per tutti. Ops, ma guarda! Le cose sono da stirare 😛

I pannolini. Quanti ne metto? Due. Tre. Facciamo cinque e non se ne parla più.

Il pacco formato XXL di salviette mille usi. E per mille usi s’intende: pulizia di manine, disinfestazione di nasini, ripristino delle condizioni igieniche dopo il bisogno grosso. Per la legge di Murphy, quello del pic nic della domenica è grossissimo. Anzi, fammi aggiungere un altro cambio che voglio stare tranquilla. Papà si macchia sempre col gelato, dovrò mica portare un cambio anche per lui?

Mamma ma quando finisci?

Il ciuccio di riserva del ciuccio di riserva l’ho preso?

Qualche giochino, un libro…

Mamma ma così diventa notte!

Ah! Il cappellino per il sole!

La crema miracolosa contro gli insetti e la protezione solare.

La mussola è un altro jolly: si usa se fa caldo, se fa freddo, per il cambio, per stendersi sull’erba. C’è solo un problema: dove l’ho messa?

Mamma, ma noi abbiamo fame!

Ah giusto, le provviste di cibo! È un pic nic no? Tante provviste di cibo, perché l’aria aperta fa venire appetito. E considerato quello che i miei figli mangiano al chiuso, per fare un pic nic al parco a noi serve noleggiare un camion frigo.

Pizza, pane e marmellata, crackers, yogurt, succhi di frutta, acqua…

Il biberon per Bibi non ce lo scordiamo, è insostituibile. Vuole solo il Nuk.

A proposito di passeggiate nel verde. Lo sapevate che è il più vicino alla natura di sempre?

“Nessuno può fare quello che Madre Natura fa. Quello che possiamo fare è prenderla come esempio.”

Il biberon NUK Nature Sense nasce per riprodurre nel modo più fedele la sensazione naturale dell’allattamento al seno. Grazie alla particolare forma, alla tettarella morbida e alle piccole aperture che riproducono i dotti mammari, è il biberon più vicino alla natura di sempre. Ideale per l’introduzione di bevande diverse dal latte materno, perché più facilmente accettato dai bambini.

È stato così per Bibi: è l’unico da cui abbia subito bevuto volentieri e, per diversi mesi, allattamento e biberon hanno viaggiato serenamente in parallelo, senza interferire l’uno con l’altro. Da qualche giorno, ho chiuso anche l’ultimo dolcissimo capitolo di allattamento al seno. Bibi è serena, e si addormenta tranquillamente anche con il suo biberon.

 

NUK Nature Sense è disponibile in due formati, da 150 e da 260 ml. Le tettarelle sono in morbido silicone, inodore e insapore. Le caratteristiche cambiano in base alle esigenze e all’età del bambino: il numero e la dimensione dei forellini sono studiati per adattarsi al flusso del latte materno oppure a liquidi più densi.

La bottiglia è in polipropilene, priva di BPA, trasparente e super resistente. E il tappo è ideale per gli spostamenti: il cappuccio chiude ermeticamente tutte le aperture, non lasciando fuoriuscire neppure una goccia.

Ore 13:00. Siamo ancora a casa.

È così tardi che si è fatta ora di pranzo. Ma noi non ci scoraggiamo, partiamo lo stesso. Vorrà dire che invece di un pic nic sarà una merenda.

In fondo, quel che conta, è la natura.

Post in collaborazione con NUK

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